La strada verso le elezioni politiche del 2027 è lastricata di incognite, dalla legge elettorale alla leadership del campo largo, ma una certezza esiste: le coalizioni non sono mai la somma algebrica dei partiti che le compongono. Perché l’ingresso o l’uscita di una forza politica dall’alleanza può produrre un effetto moltiplicatore o di dispersione sul consenso, modificando la percezione dell’elettorato e, di conseguenza, il risultato finale. A sondare l’impatto delle diverse geometrie di coalizione è una rilevazione Youtrend che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare. A ognuno dei 1.500 partecipanti al sondaggio è stato chiesto se avrebbe confermato il suo voto nel caso di un’alleanza elettorale tra il suo partito e ciascuno degli altri. A partire da questa misura di compatibilità reciproca tra forze differenti, Youtrend ha elaborato quattro scenari di coalizione, da cui emerge un elemento di fondo: il centrodestra parte avvantaggiato, ma il margine si comprime sensibilmente quando il campo progressista riesce a tenere insieme tutte le sue componenti. Detto in altri termini, la vera partita si giocherà sulla capacità di ciascun leader di trattenere il proprio elettorato dentro alleanze che giocoforza diluiscono le identità.
Il peso delle geometrie di coalizione: la compatibilità favorisce il centrodestra
Rilevazione Youtrend: il M5S risentirebbe dell’alleanza con Pd e Italia Viva. Azione e Vannacci farebbero volare la destra, ma sono più forti se corrono da soli









