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In quattro anni il mercato nazionale dei metodi classici transalpini cresciuti all’ombra dello Champagne è cresciuto da 450mila a 2,5 milioni di bottiglie. Merito della qualità del prodotto e della maggiore accessibilità economica. La storia di un prodotto frammentato in otto regioni produttive e in altrettanti stili e il ruolo di Les Grands Chais de Grance, leader del mercato di questa tipologia
C’è una categoria di vini francesi che negli ultimi anni ha smesso di vivere all’ombra dello Champagne e ha iniziato a costruirsi una traiettoria autonoma. Il Crémant, Metodo Classico francese prodotto fuori dalla regione simbolo delle bollicine, cresce senza troppo rumore ma con numeri difficili da ignorare: oltre 100 milioni di bottiglie vendute nel mondo ogni anno. Non è più un’alternativa economica, ma una proposta con identità propria, che intercetta un pubblico sempre più ampio.
Anche l’Italia si è accodata al trend, e con una certa rapidità. In quattro anni il mercato è passato da 450 mila a oltre 2,5 milioni di bottiglie, per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro. Una progressione netta, che racconta un cambio di abitudini: il consumatore italiano, storicamente legato alle bollicine nazionali, sembra oggi più disposto a esplorare etichette d’Oltralpe, soprattutto quando il rapporto qualità-prezzo regge il confronto.






