Spirit Airlines ha annunciato la cessazione delle attività, avviando la liquidazione con effetto immediato. Tutti i voli sono stati cancellati e il servizio clienti è stato chiuso. La compagnia low cost statunitense, tra le più note per le tariffe ridotte, esce dal mercato dopo mesi di difficoltà finanziarie. Tra le cause principali di questo fallimento ci sono il peso dei debiti pregressi e l’impennata del prezzo del carburante.

Le cause della crisi

La situazione si è aggravata negli ultimi mesi. Secondo quanto comunicato dalla società, il rincaro del jet fuel, legato anche alle tensioni in Medio Oriente, ha avuto un impatto decisivo. I prezzi del carburante sono più che raddoppiati dall’inizio del conflitto con l’Iran, rendendo insostenibili i costi operativi. Il Ceo Dave Davis ha spiegato che, per continuare l’attività, sarebbero servite «centinaia di milioni di dollari aggiuntivi» che la compagnia non è riuscita a ottenere. Le difficoltà erano iniziate già con la pandemia di Covid-19 e si sono protratte negli anni successivi, fino alle due dichiarazioni di bancarotta nel 2025. A marzo la compagnia aveva ideato un piano di ristrutturazione per tornare a essere un’azienda sostenibile, ma la crisi in Medio Oriente «non le ha lasciato altra scelta che avviare una cessazione progressiva e ordinata della società», ha spiegato Davis in un comunicato.