Passano le ore, passano i giorni e l’inchiesta del Fatto Quotidiano sulla grazia concessa dal Presidente della Repubblica a Nicole Minetti si scioglie come neve al sole. Oggi, a Milano, la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto procuratore Gaetano Brusa faranno il punto della situazione. A breve sono attesi i primi esiti, parziali, degli accertamenti svolti all’estero, in Spagna e in Uruguay, così come richiesto dalla Procura nel supplemento di indagine. Intanto, gran parte delle supposizioni del Fatto sembra sgretolarsi. Ma andiamo con ordine. 1) La famiglia biologica. Nonostante ci sia un documento, datato 19 luglio 2024, con cui è stata dichiarata «efficace» in Italia l’adozione del bambino da parte della coppia Minetti-Cipriani (con sentenza del febbraio 2023), tra gli altri motivi anche perché «si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con “separazione definitiva dai genitori biologici i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale», il giornale di Marco Travaglio insiste sulla presenza dei genitori biologici. Bene, anzi male: la mamma, definita dalla polizia uruguayana “pericolosa criminale”, nel 2015 è stata incriminata per omicidio, reato per il quale ha scontato circa tre anni di galera, mentre nel 2019 è stata arrestata e nuovamente condannata per furto aggravato (aveva rubato un televisore da 32 pollici e un decoder da un supermercato). La signora è stata inoltre legata ad alcune piazze di spaccio di Maldonado.
Genitori galeotti, finti misteri e quel “reato di ricchezza”: cosa resta del “caso Minetti” | Libero Quotidiano.it
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