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7 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:56

L’esito dei primi accertamenti in corso, anche in Uruguay e in Spagna, non ha portato a elementi nuovi tali da ribaltare il quadro e dare parere negativo alla grazia a Nicole Minetti. È il punto, ancora interlocutorio, al quale è arrivata la Procura generale di Milano dopo le verifiche dell’Interpol nell’istruttoria supplementare richiesta dal ministero della Giustizia, su input del Quirinale, in seguito alle notizie raccolte da Il Fatto Quotidiano. Le verifiche, viene sottolineato, stanno tuttavia proseguendo e i magistrati milanesi attendono ancora degli approfondimenti per i prossimi giorni.

Gli accertamenti ruotano sostanzialmente intorno a denunce o informative di polizia riguardanti lo stile di vita dell’ex consigliera regionale lombarda e del suo compagno Giuseppe Cipriani, genitori adottivi di un bambino nato in Uruguay. La malattia del piccolo è un pilastro della richiesta di grazia presentata da Minetti che avrebbe dovuto svolgere i servizi sociali in seguito alle condanne definitive per peculato e induzione alla prostituzione con un cumulo pena di 3 anni e 11 mesi. L’ex consigliera ha infatti sostenuto che le cure del bambino vengono a svolte a Boston, anche su suggerimento di due ospedali italiani (che hanno però smentito contatti). Per questo motivo, sarebbe impossibilitata a svolgere i servizi sociali.