Nessun elemento significativo per revocare la grazia concessa a Nicole Minetti: i primi accertamenti effettuati dall'Interpol in Uruguay e in Spagna, e le prime verifiche della procura generale di Milano, confermano il parere positivo trasmesso al ministero della Giustizia sull'atto di clemenza poi concesso dal Quirinale. Si tratta di risultati ancora parziali, ma per il momento l'istruttoria supplementare sul caso dà ragione all'ex consigliera regionale lombarda, che ha ottenuto la grazia per motivi umanitari: avrebbe dovuto espiare in affidamento ai servizi sociali 3 anni e 11 mesi, per favoreggiamento della prostituzione in relazione al caso Ruby bis e per peculato.
Le indagini, chieste dal ministero della Giustizia dopo che il Quirinale aveva sollecitato il Guardasigilli ad acquisire informazioni in relazione alla «supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza», proseguono. E i magistrati milanesi, la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa, attendono per i prossimi giorni nuove informative. Non sono emersi nemmeno precedenti penali, denunce o indagini in corso in Uruguay e in Spagna sulla Minetti e sul compagno, Giuseppe Cipriani.











