Sono attesi a breve i primi esiti, parziali, degli accertamenti esteri, in Spagna e in Uruguay, chiesti dalla Procura Generale di Milano nel supplemento di indagine sul caso della grazia chiesta e ottenuta da Nicole Minetti dopo che si sono addensati dubbi sulla veridicità degli atti corredati all'istanza e sospetti sul fatto che l'ex igienista mentale di Silvio Berlusconi, condannata a 2 anni e 10 mesi per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e a 1 anno e 1 mese per la Rimborsopoli lombarda, non abbia tagliato i ponti con la vita precedente.

Già domani, sul versante milanese, la Procuratrice Generale, Francesca Nanni, e il sostituto pg, Gaetano Brusa, faranno il punto della situazione.

Le verifiche, di cui è stata delegata l'Interpol, riguardano l'atto di adozione - di cui si vuole la copia originale - del bimbo da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, e la procedura seguita.

Si vuol capire se davvero i genitori biologici del bimbo, peraltro malato, lo abbiano abbandonato all'Inau, l'ente delle adozioni del Paese sudamericano, e se la madre in particolare abbia fatto perdere le proprie tracce. Lo stesso vale riguardo alla morte, per un incidente domestico, dell'avvocatessa tutrice del minore: è stata trovata in casa carbonizzata con il marito.