Roma, 4 mag. (askanews) – I paesi dell’Asia-Pacifico cercano di ridurre la dipendenza dal quasi monopolio cinese sui materiali critici, in un contesto segnato dalla frammentazione geopolitica, dalle tensioni commerciali e dalla crescente consapevolezza che terre rare, gallio, magnesio ad alta purezza e altri minerali strategici sono ormai al centro della sicurezza economica e nazionale.
La Banca asiatica di sviluppo (Adb) ha lanciato una nuova facility finanziaria per rafforzare le catene di approvvigionamento dei materiali critici nell’Asia-Pacifico, con l’obiettivo di aiutare i paesi della regione a non restare semplici fornitori di materie prime, ma a sviluppare capacità di lavorazione, raffinazione e riciclo. L’iniziativa si inserisce in una più ampia spinta internazionale per allentare la presa della Cina su un settore diventato essenziale per le tecnologie avanzate, la transizione energetica e la difesa.
‘L’Asia e il Pacifico dovrebbero essere più di una fonte di materie prime’, ha dichiarato il presidente dell’Adb, Masato Kanda, in una nota diffusa domenica. ‘La regione dovrebbe anche catturare i posti di lavoro, la tecnologia e il valore che questi minerali forniscono’, ha aggiunto.






