Roma, 9 ott. (askanews) – La Cina ha accusato alcune organizzazioni e individui stranieri non identificati di utilizzare le sue terre rare per scopi militari, annunciando nuove restrizioni alle esportazioni, in un ulteriore segnale del deterioramento delle relazioni economiche con l’Occidente.

Le nuove misure, rese note oggi dal ministero del Commercio, vietano la fornitura di tecnologie e servizi legati all’estrazione e alla lavorazione dei minerali senza una specifica autorizzazione governativa.

La Cina, che detiene circa il 70% della produzione mondiale di terre rare e oltre il 90% della capacità di raffinazione dei metalli più preziosi, è il principale fornitore globale di questi materiali strategici, utilizzati in una vasta gamma di prodotti – dai veicoli elettrici e le turbine eoliche ai satelliti, fino ai sistemi d’arma.

Nel comunicato ufficiale, il ministero ha dichiarato che “alcune organizzazioni e individui all’estero stanno direttamente lavorando materiali di terre rare di origine cinese e poi li trasferiscono o li forniscono a organizzazioni e individui coinvolti in attività rilevanti. Tali materiali sono stati utilizzati direttamente o indirettamente in settori sensibili, come le operazioni militari, causando danni significativi o potenziali minacce alla sicurezza nazionale e agli interessi della Cina”.