New York – Sfumato il Nobel per la Pace, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a fare quello che gli riesce meglio: andare allo scontro. Dopo aver annunciato, venerdì, l’intenzione di applicare dazi al cento per cento sulle importazioni cinesi, in risposta alle nuove restrizioni decise da Pechino sulle esportazioni delle ‘terre rare’, cruciali per le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, la Guerra Fredda tra i due giganti si è allargata a microchip, componenti elettroniche e voli commerciali. Il presidente della Fcc, Federal Communications Commission, l’agenzia americana che si occupa di telecomunicazioni, ha annunciato che i principali siti statunitensi di commercio online hanno rimosso milioni di inserzioni relative a prodotti elettronici cinesi vietati. Il presidente Brendan Carr ha spiegato in un’intervista che gli articoli rimossi si trovano nell’elenco delle apparecchiature proibite o non sono stati autorizzati. Tra questi figurano dispositivi come telecamere di sicurezza domestiche e smartwatch prodotti da aziende come Huawei, Hangzhou Hikvision, Zte e Dahua Technology Company.
John Lonski: “Dazi e debolezza interna Wall Street di fronte a un doppio pericolo”















