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Ultimo aggiornamento: 9:51
In ogni guerra la tregua è per definizione sempre fragile. Basta un fraintendimento, un colpo partito per errore, ed ecco che si ricomincia a combattere tra raffiche di spari e accuse incrociate. La trade war tra Stati Uniti e Cina non fa eccezione. Il 9 ottobre Pechino ha annunciato nuovi controlli sulle esportazioni di terre rare, magneti, batterie e tecnologie correlate. Le restrizioni – che ampliano le precedenti introdotte ad aprile – seguono per la prima volta il principio dell’extraterritorialità, vietando ai cittadini e alle aziende cinesi operanti nel settore dei materiali critici di fornire assistenza all’estero, imponendo ai produttori stranieri l’ottenimento di licenze qualora utilizzino macchinari o componenti cinesi in altri paesi ed esigendo facciano lo stesso le aziende che intendono esportare prodotti contenenti anche piccole tracce di terre rare di origine cinese. Le autorizzazioni legate alla fabbricazione di semiconduttori verranno emesse “caso per caso”, mentre saranno completamente negate ai produttori di armi.
Sono i provvedimenti più rigorosi mai introdotti dalla Cina, che controlla il 70% dell’estrazione e il 91% della raffinazione dei 17 metalli indispensabili nei settori hi-tech, militare e delle rinnovabili. Ma la stretta di Pechino non “è stata una vera sorpresa per tutti i leader del mondo libero”, come dichiarato da Donald Trump. Piuttosto va interpretata come una risposta commisurata al pressing americano. Secondo Pechino, Washington ha violato l’intesa raggiunta il 15 settembre durante i colloqui di Madrid e che – per stessa ammissione del segretario al Tesoro Scott Bessent – consisteva nella disponibilità degli gli Stati Uniti ad “astenersi dall’adottare determinate misure future”. Peraltro, almeno ufficialmente, quello sulle terre rare non è un “export ban”, bensì un meccanismo di controllo con “impatto limitato”, “in conformità con le leggi e i regolamenti”, teso a “difendere meglio la pace mondiale e ad adempiere agli obblighi internazionali di non proliferazione”.












