La madre biologica, ora scomparsa, che nel corso degli anni sarebbe entrata e uscita dal carcere, con accuse che vanno dal furto al tentato omicidio. E che, insieme al padre, che si trova in prigione, non avrebbe mai chiesto di ottenere l'affidamento del figlio. Mentre i precedenti penali di Nicole Minetti, inizialmente ritenuti sufficienti per interrompere la pratica, sono poi stati superati dal ricorso presentato dai legali della donna e del compagno Giuseppe Cipriani: gli avvocati hanno sottolineato che il reato per cui Minetti è stata condannata in Italia non possa essere considerato allo stesso modo in Uruguay, dove la prostituzione è legale. Un dettaglio che ha ribaltato l'esito della procedura, facendo passare la coppia italiana davanti a un'altra famiglia. Ed è proprio questa decisione uno degli aspetti su cui sta cercando di fare luce l'Interpol, che a breve depositerà alla procura generale di Milano - il caso è seguito dalla procuratrice generale Francesca Nanni e dal sostituto pg Gaetano Brusa - i risultati dei primi accertamenti effettuati nel supplemento di indagine sul caso della grazia chiesta e ottenuta dalla Minetti.
Sono i giudici del tribunale di Maldonado, che nel 2023 hanno disposto l'adozione del piccolo, a sottolineare che il bambino era stato abbandonato dai genitori naturali e, fin dai primi anni di vita, era finito in orfanatrofio, dove mamma e papà non si sarebbero visti né sentiti per anni, risultando irreperibili nonostante i tentativi di contatto. Lo stato di adottabilità del bambino, bisognoso di cure perché gravemente malato, era stato dichiarato nel 2020.











