Eppure nelle manifestazioni si punta il dito solo contro le democrazie occidentali...
«Viviamo nell’era del relativismo estremo, del caos mediatico, di internet e dei social che purtroppo sono divenuti fonte primaria di informazione e disinformazione. Ci sono però responsabilità che riguardano anche la politica e l’istruzione. Quando esponenti della politica non prendono le distanze da forme di estremismo e terrorismo mentre le università ospitano i membri di organizzazioni terroristiche come il Fronte Popolare di Liberazione per la Palestina, la situazione si fa difficile. Le istituzioni devono essere chiare su questo, perché se Hamas e altre sigle sono inserite in delle black list internazionali, allora non si può lasciare spazio apologetico di alcun tipo».
Report di intelligence internazionali allertano sui pericoli dell’estremismo islamico. Qual è il rischio che corre il nostro paese?
«Il rischio è serio, perché l’infiltrazione islamista è in corso da anni anche in Italia. Movimenti come quello dei Fratelli Musulmani e del Khomeinismo hanno fino ad oggi goduto di ampio margine di manovra qui, vale la pena chiedersi quali siano le ragioni. L’estremismo è l’anticamera dell’azione violenta. Ricordiamoci che l’Islam politico non punta soltanto a creare spazi dove introdurre la Sharia e regole incompatibili con i diritti umani e la democrazia, ma anche a influenzare la politica interna ed estera di un Paese. Da non sottovalutare nel modo più assoluto».








