Io non chiedo soldi a te, tu non ne chiedi a me. Passano da questo concetto le prove di dialogo tra Italia e Svizzera dopo le tensioni dovute all’invio, da parte degli ospedali elvetici, delle fatture per la cura dei feriti italiani nella strage del Constellation. Una soluzione potrebbe arrivare già oggi, durante un incontro a Yerevan tra la premier Giorgia Meloni e il presidente della Confederazione Guy Parmellin, che domani vedrà il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Finora l’ospedale di Sion ha mandato fatture per oltre 100 mila euro per alcuni dei tredici ragazzi italiani feriti. Conti giudicati “anomali” da diverse famiglie ed “esorbitanti” dal nostro ambasciatore. Repubblica ha chiesto chiarimenti sul calcolo degli importi. Le fatture “sono state emesse secondo le tariffe previste dalle convezioni”, la laconica risposta dall’ospedale.

Che non siano i genitori a dover pagare è assodato. In teoria potrebbe doverlo fare il nostro ministero della Salute. Dopo le polemiche, la Svizzera ha però congelato altre richieste. Fonti vicine al Governo elvetico assicurano che nelle prossime ore si discuterà della questione "con gli amici italiani” e che “si troverà una via di sicuro”.