Il Cantone del Vallese ci ripensa: non potrà accollarsi i 108 mila euro di spese sanitarie sostenute dall'Ospedale di Sion per le cure prestate, per poche ore, a quattro ragazzi italiani (uno in più di quanto fosse finora noto) feriti nel rogo di Crans-Montana.
Dunque, la Svizzera chiederà all'Italia di saldare il conto. E i rapporti tra Roma e Berna si fanno di nuovo tesi. "Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata", reagisce sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo l'invio alle famiglie, 'per errore,' delle salatissime fatture, l'ennesimo colpo di scena di questa surreale vicenda di contabilità sanitaria è emerso in un incontro tra l'ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del Vallese Mathias Reynard, titolare del dicastero della sanità.
"Mi pare che sia ovvio che non paghiamo", replica il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "La responsabilità è solo di chi gestiva quel locale e di chi non ha fatto fare i controlli. Non c'è alcuna responsabilità italiana", ha ribadito il vicepremier. E' la stessa posizione che lo stesso ambasciatore ha chiarito a Reynard: "Con lui sono stato chiaro, l'Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro Paese si è fatto carico della cura di due cittadini svizzeri, per settimane, in un caso, e per mesi, nell'altro, all'Ospedale Niguarda di Milano. Inoltre, la protezione civile della Valle d'Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore dopo la tragedia: c'è un principio di reciprocità che va rispettato". Se lunedì scorso il presidente del Cantone, che ha anche la delega della sanità, aveva rassicurato il diplomatico italiano sulla propria disponibilità a pagare, oggi, a sorpresa, c'è stato il dietrofront. "Mi ha detto - racconta Cornado - di non avere margini dal punto di vista normativo per farsi carico delle spese, salvo quelle 'residuali'.










