Il presidente del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, ha confermato durante un incontro con l'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, che la mutua svizzera chiederà all'Italia il rimborso di 100 mila franchi (108 mila euro circa) delle spese sanitarie sostenute dall'ospedale di Sion per il breve ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del Constellation, a Crans-Montana.
La risposta dell’ambasciatore: «L’Italia non pagherà»
«Mi pare che sia ovvio che non paghiamo» ha dichiarato a stretto giro il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della festa per i 50 anni del Ppe a Roma. «La responsabilità è solo di chi gestiva quel locale – ha sottolineato il capo della Farnesina – e di chi non ha fatto fare i controlli. Non c'è alcuna responsabilità italiana». Già l’ambasciatore l’ambasciatore aveva confermato l’Italia non avrebbe provveduto: «Ho fatto presente al Presidente Reynard, per parte mia che i conti inviati dall'Ospedale di Sion per un importo totale di più di 100.000 franchi per un solo giorno di ricovero il primo gennaio scorso sono assolutamente esorbitanti e dovranno essere pagati o dalla LAMal (mutua svizzera) o dal Canton Vallese ma in nessun caso dalle famiglie, nè dallo Stato italiano. Ho detto pertanto al mio interlocutore che pretendiamo parità di trattamento, perché sarebbe inaccettabile che la mutua svizzera o il Vallese chiedano che tali costi ricadano sull'Italia e sugli Italiani. In ogni caso e su questo punto sono stato molto chiaro, lo Stato italiano non si accollerà mai le spese per le cure prodigate per sole poche ore ai nostri ragazzi che sono rimasti intossicati o ustionati e che hanno sofferto e sono condannati a soffrire a causa dell'irresponsabilità dei gestori del locale dove le uscite di sicurezza erano state sbarrate e delle autorità, comunali e cantonali che avrebbero dovuto effettuare o disporre i controlli e non l'hanno fatto».











