C’è speranza per la nocciola piemontese di uscire dalla crisi. L’indicazione arriva dalla Fondazione Agrion, che ha concluso il primo anno del progetto triennale di ricerca applicata «Nocciola Tonda Gentile produttiva». È finanziato dalla Regione Piemonte con 750 mila euro, l’obiettivo è cercare di risolvere la crisi di produzione dei noccioleti e i primi risultati saranno presentati oggi alle 9 nel Grattacielo Piemonte.

«Abbiamo visto che in media la sostanza organica presente nei terreni è dello 0,8% - spiega Giacomo Ballari, presidente di Agrion -. Questo ci dice che in primis serve attivare immediatamente un protocollo di rigenerazione dei suoli, perché è quasi impossibile produrre in un terreno del genere. La Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l'agricoltura ndr) stabilisce che la soglia sotto cui si innesca un processo di desertificazione è dell’1,5%, noi siamo addirittura sotto questo limite».

Un calo di produzione duraturo

È solo il primo dato che inquadra un calo di produzione duraturo. Nel 2014, secondo i dati della Regione Piemonte, si erano prodotti circa 18 quintali di nocciole per ettaro. Dieci anni dopo si è scesi a poco più di 6 quintali. Il trend ha accelerato negli ultimi anni, «con perdite di produzione medie dal 40 al 50% e il 2024 come annus horribilis» come aveva spiegato l’assessore all’agricoltura Paolo Bongioanni durante il lancio del progetto.