Milano, 15 ott. (askanews) – Gli ultimi dati diffusi sul raccolto 2025 delle nocciole sono un’ulteriore conferma delle difficoltà che il comparto sta attraversando. Il calo della produzione, rilevato anche quest’anno – si parla di un -40/-50% rispetto ad annate considerate normali – non è un fatto nuovo ma va avanti da almeno 5-6 anni con inevitabili ricadute sul costo della materia prima. Ferrero, che ha nelle nocciole una materia prima strategica, per promuovere innovazione, sostenibilità e crescita professionale in questa filiera ha lanciato l’Hazelnut agronomy program, la prima scuola tecnica in Italia dedicata al nocciolo. A promuoverla è Ferrero hazelnut company in collaborazione con l’European institute of innovation for sustainability (Eiis) e con il Consiglio nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali (Conaf).
Fondata nel 2015, la Hazelnut company è la divisione del gruppo di Alba dedicata alla filiera globale corilicola. Può contare su 3.000 dipendenti nelle proprie attività e attraverso quattro funzioni presidia tutta la catena del valore, affiancando alla ricerca scientifica, la coltivazione diretta di 10 farm (per un totale di circa 6.000 ettari, in Paesi dove il gruppo ha portato la coltivazione del nocciolo) e demo-farm, e l’approvvigionamento locale di nocciole di qualità in 10 Paesi (tra cui Italia, Cile, Usa, Turchia, Serbia), attraverso più di 1.000 fornitori. Oltre a promuovere la coltivazione del nocciolo in nuove aree geografiche, conta anche 8 impianti di lavorazione delle nocciole e si occupa della vendita a terzi dei sottoprodotti.






