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Ultimo aggiornamento: 22:42
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Lo scudetto dell’Inter nasce nel momento più sbagliato. In una sconfitta senza appello, sotto i colpi della Fluminense, mentre tutto intorno sembra sul punto di crollare. È lì che Lautaro Martinez alza la voce e rompe gli equilibri: “Chi vuole restare resti, gli altri vadano via“. Non è solo uno sfogo, è una linea. E a distanza di mesi diventa il punto di partenza di una stagione che cambierà direzione. Quell’Inter, uscita malconcia dal Mondiale per club e segnata dalla fine del ciclo di Simone Inzaghi, sembrava tutto fuorché una squadra pronta a vincere. Cristian Chivu era una scommessa, la rosa appariva logorata, il clima fragile. E invece, proprio in quel momento, tra tensioni e dubbi, iniziano a posarsi i primi mattoncini: il confronto interno voluto dall’allenatore, la scelta di tenere un gruppo unito, la conferma di giovani come Pio Esposito. Non è ancora la squadra dominante che conquisterà il titolo. È, piuttosto, una squadra che prova a rimettersi in piedi. Ma è esattamente da lì che comincia il film dello scudetto.












