Famiglie con un Isee superiore a 20mila euro (quindi sopra il limite di reddito necessario ad accedere alle case popolari), ma che non riescano comunque a sopportare i prezzi del mercato libero. Lavoratori fuori sede ai quali il datore di lavoro paghi l’alloggio. Ma anche stagionali e studenti universitari.
La parte del Piano casa dedicata all’edilizia convenzionata ha già un elenco di destinatari ben preciso, nelle pieghe del provvedimento al quale ha lavorato in prima persona la premier Giorgia Meloni con il contributo del vicepremier Matteo Salvini, del ministro Tommaso Foti e della sottosegretaria al Mef Lucia Albano. I requisiti del decreto, insomma, sono molto definiti, a partire da quelli sulla nazionalità: gli alloggi saranno destinati a cittadini italiani, europei ma anche extra Ue purché dotati come ovvio di permesso di soggiorno per attività lavorativa.
I paletti generali
Gli investimenti in edilizia convenzionata - è utile ricordarlo - sono la terza gamba del piano casa, quella che darà un ruolo centrale ai privati, in linea con le proposte lanciate da Confindustria. Gli interventi dei privati dovranno avere un taglio di dimensione notevole: per accedere alle regole speciali del decreto (con semplificazioni procedurali e urbanistiche), bisognerà superare la soglia di un miliardo di euro di investimenti.











