«Fuori il Pd dal corteo». È questo uno degli slogan che hanno riscosso maggiore successo durante la manifestazione del 1° maggio torinese. Quelle frange rossissime, che da anni idem coccolano nelle città, gli si stanno rivoltando contro. È la galassia antagonista a cui fanno riferimento i centri sociali più violenti - come Askatasuna - protagonisti degli assalti alla polizia in tutto il Paese. E, nonostante le “gesta” raccontate quotidianamente su siti e giornali, dal Pd non è mai arrivata una presa di distanze netta da queste realtà.
Ci hanno pensato loro, quindi. «Oggi non è solo una ricorrenza, oggi scegliamo da che parte stare», aveva detto il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo parlando del 1° maggio. E la sinistra più estrema ha scelto: lontano dal Pd. Durante il corteo si sono susseguiti diversi momenti di tensione tra gli esponenti dei centri sociali e della Fiom da una parte e quelli dei dem dall’altra. Prima i cori, poi gli spintoni e il tentativo di strappare le bandiere piddine dalle mani dei militanti. Alla fine, i membri del partito di Elly Schlein sono stati costretti a compattarsi e a prendere le distanze dai contestatori per evitare che si mettesse male. Anche perché, tanti dei presenti avevano un piano ben preciso che esulava dalle celebrazioni della festa dei lavoratori.












