Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Dalle vittorie negli Stati Uniti al tragico incidente in cui perse entrambe le gambe: da quel giorno Zanardi ha saputo andare oltre i confini dello sport. E la sua storia è una lezione per tanti nelle sue stesse condizioni

"Ancora cinque secondi, dai cosa vuoi che siano". Quando era sfinito e gli avversari sembravano meno stanchi di lui, Alex Zanardi si motivava così. Si chiedeva altri cinque secondi. Cosa vuoi che siamo, quando i tuoi muscoli già bruciano e il cuore rischia di scoppiare "Quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più", diceva. Quei cinque secondi li vorremmo anche noi oggi per dirgli un'ultima volta quanto gli abbiamo voluto bene, quanto ci abbia insegnato in questi anni con il suo esempio, le sue parole, le sue battute che miravano sempre a strapparti un sorriso a farti capire quanto era bello vivere. E se lo diceva lui, dopo tutto quello che gli era capitato, dovevi crederci anche tu per forza. Se l'Alex pilota era stato un grande, soprattutto in America dove era diventato padrone del mondo, l'Alex atleta paralimpico era stato ancora più grande, andando oltre i confini dello sport, entrando in tutte le case con la sua parlata inconfondibile, la sua forza sovrumana e soprattutto la sua voglia di vivere. Se fosse morto solo un ex pilota di Formula 1 oggi non saremmo invasi dai messaggi del mondo politico, sportivo, industriale. Non sentiremmo attorno tutta questa commozione. Alex era molto di più. "A volte pensano sia un misto tra padre Pio e Superman, ma non sono mica un fenomeno", diceva.