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L'ente Inau: scelta migliore per il minore. "E la legale trovata morta aveva dato l'ok"

L'ennesima e complessa ricostruzione, a partire dalla stampa locale dell'Uruguay, della vicenda dell'adozione, da cui emergerebbe il via libera finale da parte delle autorità. E il dettaglio, fornito dagli avvocati di Nicole Minetti, secondo i quali la legale che poi è stata trovata morta carbonizzata - la cui storia aveva acceso sospetti - aveva però dato parere positivo a che il bimbo fosse affidato all'ex igienista dentale e al compagno. Sono le nuove versioni del caso nato dopo la grazia concessa a Minetti.

Riporta El Observador, che l'Inau, l'ente delle adozioni in Uruguay, ha deciso di affidare definitivamente il bambino alla coppia Minetti-Cipriani al termine di un lungo e travagliato iter. E che lo ha fatto a scapito di un'altra coppia in attesa, con la convinzione che quella fosse la scelta migliore per il minore. Ecco la storia. Quella seconda famiglia aveva ottenuto dall'Inau una iniziale valutazione positiva e aveva anche ospitato per anni il bimbo, seppure con tempo parziale. Inoltre, a sfavore di Minetti-Cipriani, erano nel frattempo state emesse le notifiche contrarie alla richiesta, vista la condanna in Italia della 41enne. L'allora direttore della divisione Adozioni, Darío Moreira, aveva infatti ritenuto di non andare avanti con la valutazione della famiglia italiana, dati appunto i precedenti penali italiani di Minetti. Tuttavia gli avvocati Santiago Martínez e Lucía Lorente hanno poi presentato un ricorso - accolto - che sottolineava come il reato di favoreggiamento della prostituzione in Uruguay non dovesse essere valutato tale ai fini dell'adozione (per la diversa legislazione). Inoltre sono state formulate considerazioni negative sull'altra famiglia interessata, che alla fine hanno portato a decidere che la famiglia italiana fosse giusta per il minore.