Come è avvenuta l'adozione di un bambino da parte di Nicole Minetti? Quali sono le condizioni di salute del figlio adottivo, e quali cure ha ricevuto? Quale stile di vita ha mantenuto l'ex consigliera regionale dopo aver subito due condanne penali (per le quali non ha mai scontato neanche un giorno di carcere)? Sono le tre domande a cui dovrà rispondere l'approfondimento di indagine sui requisiti con cui Minetti ha ricevuto la grazia. Tre punti interrogativi a cui la Procura generale presso la Corte d'appello di Milano confida di rispondere in tempi non troppo lunghi: il sostituto procuratore Gaetano Brusa, che si occupa del dossier Minetti, parlando con i giornalisti ha auspicato di risolvere tutto prima del giorno in cui andrà in pensione, cosa che avverrà tra un mese.
L'atto di clemenza nei confronti dell'ex collaboratrice di Silvio Berlusconi è fondato innanzitutto sulle «gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore». Il riferimento è al bambino abbandonato dai genitori che Minetti ha adottato in Uruguay, affetto da una grave malattia che richiede costose cure all'estero. Ma le inchieste giornalistiche hanno sollevato una serie di dubbi sulle modalità di questa adozione. Non è chiaro se il minore sia stato davvero abbandonato dai genitori: si è scoperto che nel 2023 Minetti ha dovuto intentare una causa di «separazione definitiva e perdita della patrià potestà», e in virtù di questo procedimento legale ha poi potuto ottenere il riconoscimento dell'adozione in Italia, in quanto i genitori «sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale».












