Da ballerina a condannata e a graziata. Ma non c’è solo questo nella parabola di Nicole Minetti. Igienista dentale, valletta tv, ragazza prescelta da Silvio Berlusconi, amica di Ruby la “figlia di Mubarak”, consigliera regionale lombarda di Fi, condannata per favoreggiamento della prostituzione. E ora, Minetti finisce al centro di un bufera mediatico-politica. Lei reagisce: «Le cose che leggo su di me sono infondate e lesive della mia persona». È noto a tutti che il presidente della Repubblica non ha strumenti di indagine e non decide da solo, ma non è ipotizzabile che possa fare favoritismi o possa male intendere le questioni della grazia. Che è una delle principali facoltà esercitate dal Capo dello Stato. Quanto sia delicata e anche intimamente sentita la scelta di concedere o negare una grazia, da parte del presidente della Repubblica, lo si può capire dall’ultimo film di Paolo Sorrentino - forse il suo migliore - che proprio di questo parla e infatti si intitola, semplicemente, “La grazia”. È il personaggio sembra essere evocato, soprannominato “Cemento armato”, e proprio l’attuale inquilino del Colle. Molto profondamente trattato, proprio come merita Mattarella.
In questo caso, fuori dal cinema e dentro la realtà e la stretta attualità, le dietrologie antipatizzanti rispetto alla grazia concessa a Minetti sembrano apparire - ma si vedrà - figlie di un’attenzione spasmodica, tipicamente italiana, alla teoria del complotto, al meccanismo mentale per cui un atto non è mai un atto in sé ma è sempre figlio di un recondito interesse oscuro, di una convenienza di parte, magari di un favoritismo. Far diventare una grazia un caso esplosivo, o una macchinazione, o una trama, o un indicibile scambio chissà perché e per che cosa, appartiene al costume nazionale. E forse darà il caso, anche al netto di questo caso, di emanciparsi dalla tendenza a guardare tutto dall’angolo visuale della negatività, della colpevolezza, del peggio del peggio. Quanto a questa vicenda della grazia a Minetti, ognuno può farsi l’idea che vuole. Ma il personaggio è quello che è. Quarantun anni, un diploma da igienista dentale e un passato da ballerina e hostess alle fiere, Minetti è entrata nel mondo dello spettacolo alla fine degli anni Duemila. Nel 2007 diventa valletta in un programma satirico di Rai 2 condotto da Nicola Savino. Poi seguito approda a Italia 1 nel programma comico Colorado. È in questi anni che, lavorando come hostess per eventi, incrocia gli ambienti vicini a Publitalia 80 e conosce Berlusconi, relazione che la proietta rapidamente nel circuito politico e mediatico.














