Per grazia ricevuta ecco a noi di nuovo il favoloso mondo di Nicole Minetti, quello delle cene eleganti, delle farfalline di diamante da portare al collo, della finta nipote di Mubarak, della corte delle miracolate di Berlusconi. Il giudizio affidato alla storia ma anche alle aule di tribunale dove l’ex igienista dentale è stata condannata per la vicenda di Ruby, la finta nipotina di Mubarak, dopo un lungo iter giudiziario, nel 2019 a 2 anni e dieci mesi per favoreggiamento della prostituzione. A cui si aggiunge l’anno e un mese di reclusione patteggiato nel 2021 per le cosiddette spese pazze effettuate con i rimborsi del Consiglio regionale della Lombardia. Poi la richiesta di affidamento ai servizi sociali e la grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 11 per «motivi umanitari», date le gravi condizioni di salute di un figlio adottato con il compagno Giuseppe Cipriani in Uruguay, dove nel frattempo l’ex igienista dentale ha cercato di ricostruirsi una vita. Un bambino abbandonato alla nascita, e senza famiglia, o forse no. Ed è in quel forse che Nicole si gioca la sua partita più importante visto che se gli elementi valutati e contenuti nella domanda di clemenza risultassero falsi potrebbe vedersi revocare il perdono presidenziale, anche se il percorso è inedito. “Sgraziata” o meno il risultato di questa vicenda per lei è quello di essere costretta a rivedere il film della sua vita, tutte le puntate, da quando era assistente alla sedia di un dentista a quando divenne la prediletta di Papy, alias Berlusconi e il simbolo di una nuova leva di donne in politica, quella delle “veline”, come venivano chiamate, con curricula dove è sempre contata più l’avvenenza dei titoli di studio. Il fisico da modella potè più del diploma in igiene dentale per catapultarla sulla poltrona di consigliera regionale della Lombardia, nel 2010 a soli 25 anni (nel listino bloccato del presidente Roberto Formigoni). Aver partecipato a programmi tv come “Scorie” e “Colorado Cafè” bastò per farla scegliere nel listino del PdL, da Silvio Berlusconi in persona, stregato da quella ragazza, classe 1985, che aveva l’allegria romagnola (nata e cresciuta a Rimini),un viso scolpito, pronta a tutto per compiacerlo. Quando mise a palazzo Pirelli lei rivendicò la nomina; «Sono molto emozionata. Ho il mio curriculum, sono preparata e credo di essere adeguata al ruolo».