ISTANBUL «Abbiamo fatto un terzo set che non dovevamo fare. Abbiamo scherzato col fuoco e ci siamo bruciati. L'abbiamo buttata via noi». Daniele Santarelli non si nasconde. Ci metterà un bel po' a dimenticare questo terzo set incredibile e tremendo: avanti 24-22 Conegliano è riuscita a sbagliare l'impossibile. Due attacchi, Zhu e Gabi, un pasticcio in ricezione, una difesa sbilenca. E il VakifBank è risorto. Sta qui la chiave di una semifinale che per tutti era la vera finale di questo due giorni di Champions in riva al Bosforo.
Per 5 set il livello del gioco è stato altissimo e tantissime emozioni si sono mescolate tra loro: il sostegno a Chirichella di tutte le Pantere, scese in campo con disegnato sulla spalla il numero 18 della centrale rimasta a Conegliano con un ginocchio da ricostruire inserito dentro un cuore; ma anche la sorpresa per una partita che pareva vinta ma che invece è stata persa. Incredibilmente persa.
«Sapevamo benissimo che loro hanno degli attaccanti fortissimi. Dopo i primi due set abbiamo giocato con paura e le grandi squadre come la nostra non possono farlo in un terzo del set come questo». La partita verrà analizzata a fondo. Ma il coach sa già cosa è andato storto: «Erano loro a dover essere intimorite, sotto 2-0, e invece lo siamo stati noi. Abbiamo iniziato a inanellare un errore dopo l'altro e abbiamo avuto timore nel voler vincere la partita. Loro ci hanno creduto spinti anche dal pubblico. Si è accesa Boskovic che ha attaccato non so quanti palloni (63 con il 51% ndr). Del resto lei e Markova sono attaccanti straordinarie. Brave loro a riprendere questa partita, ma l'abbiamo butta letteralmente via noi». Qualcosa di buono da salvare però c'è: «Sono rimasto piacevolmente sorpreso dai primi due set, meravigliosi. Abbiamo tenuto facendo un gran lavoro. Ma non è servito».






