Lo ha aspettato per ore, giorni, mesi, questo momento Daniele Santarelli. E quando finalmente è arrivato, il tecnico gialloblù si è lasciato andare a un'esultanza composta ma liberatoria, scrollandosi di dosso il peso delle aspettative, delle critiche e delle due finali perse in precedenza. Nei momenti più difficili ha difeso la squadra, l'ha protetta e ha continuato a lavorare ossessivamente sui dettagli, presentando il conto al momento giusto. Un conto che coincide con quello di una squadra nata per vincere e cresciuta dominando. I numeri raccontano meglio di qualunque commento il valore del lavoro svolto: su 30 trofei totali della storia della Prosecco Doc, ben 27 portano la firma di Santarelli. Alla 418ª partita sulla panchina gialloblù, le sconfitte complessive sono appena 38. Dati impressionanti. Nel post partita, l'allenatore è visibilmente emozionato. La felicità è evidente, ma resta la compostezza di chi sa che c'è sempre margine per migliorare. Parlando della finale appena conquistata, Santarelli ha sottolineato la difficoltà della gara nonostante il risultato secco.

«Volevamo a tutti i costi vincere. Oggi abbiamo sudato tantissimo e nonostante il punteggio è stata una partita molto combattuta, con nervosismo e tensione. É stata una bella gara, dobbiamo ricordarci che era una finale e arrivavamo da due sconfitte contro Milano e Scandicci, vincere ai vantaggi per tre set è stata una dimostrazione di forza incredibile». Il tecnico gialloblù si è poi soffermato sull'aspetto emotivo e sul valore personale della vittoria: «Questa partita mi ha reso sereno, felice e contento per le ragazze perché se lo meritavano. É stata anche un successo importante per me personalmente perché è stata dura, molto dura, però non abbiamo mai mollato, ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo capito i nostri difetti. Abbiamo lavorato su questi ed è stato sufficiente». Anche nella vittoria, però, Santarelli non rinuncia all'analisi critica: «Se posso trovare una nota dolente è che abbiamo fatto degli errori che solitamente non siamo abituati a fare, però quest'anno ci capita spesso. Sono dovuti al nervosismo e alla tensione di dover vincere la finale per non rivivere quello che era successo poco tempo fa e questo ci ha fatto essere non perfetti». Analizzando l'avversaria e alcuni momenti della gara, il tecnico ha riconosciuto la forza di Scandicci: «Sapevo il valore di questa Scandicci, hanno delle armi fortissime e lavorano da anni per impensierirci su tutti i fronti e prima o poi capita. In difesa ad un certo punto eravamo come non avrei voluto, dovevamo essere più ordinate in alcune situazioni. La vittoria del primo set è partita da difese spettacolari e arrivando ad aspettare il loro errore, questa è una delle chiavi su cui stiamo spingendo da tempo. Siamo forti a muro, in difesa e in attacco, ma non possiamo permetterci di essere non al top».