CONEGLIANO - Da quel 14 ottobre 2017, Casalmaggiore-Imoco, sono trascorsi 8 anni carichi di storie, emozioni e trionfi. Per molti il tempo si misura in stagioni della vita, per Daniele Santarelli invece scorre attraverso finali vinte, trofei sollevati e imprese da ricordare. 2965 giorni intensi, vissuti sempre sulla cresta dell'onda, che lo hanno portato a tagliare l'incredibile traguardo delle 400 panchine in gialloblù (366 vittorie). Una cavalcata straordinaria, illuminata da 26 trofei, numeri che parlano da soli, ma che non raccontano fino in fondo la grandezza di un tecnico capace di trasformare ogni sogno in realtà. Santarelli, che a giugno spegnerà 45 candeline, ha visto la sua bacheca arricchirsi anno dopo anno, fino alla magica scorsa stagione, quando con la Prosecco Doc ha firmato una delle imprese che entrano di diritto nella storia del volley mondiale con il Grande Slam. E poi, il destino. Quella panchina numero 400 che arriva proprio contro Perugia, match archiviato con un netto 3-0 ad una manciata di chilometri dalla sua Foligno, lì dove tutto ebbe inizio.
Santarelli che significato ha per lei raggiungere il traguardo delle 400 panchine in gialloblù?
«Traguardo pazzesco, incredibile. Giocare, lottare sulla panchina di Conegliano, uno dei top team al mondo, mi rende orgoglioso e non posso che ringraziare il club per avermi dato la possibilità di vivere queste 400 gioie. Sabato era un giorno particolare per me perché sono tornato nella mia terra, il destino a volte è incredibile».






