Ci ha messo la voce e il cuore (da capitana), ma soprattutto ci ha messo testa e piedi: i tre gol decisivi - sui sei totali della spedizione azzurra, fatturato del 50% - per arrivare in semifinale li ha fatti lei, con tutto il bagaglio tecnico di cui dispone, allenato sin da bambina quando giocava con i maschi nel suo Nuvolera, il paese che martedì si è radunato in piazza per tifare come non mai e spingere l’Italia femminile verso una finale europea inimmaginabile.