«Essere liberi è un dovere di chi fa arte. Io mi sento pienamente libero, anche dall’autocensura. Dalla pignoleria, quella no». Caparezza ritira al Comicon Napoli 2026 il disco di platino vinto per l’album Orbit Orbit, opera che segna il suo debutto come autore di fumetti. Le sue tavole sono state messe in mostra al pubblico per la prima volta, ed è questo, confida il cantautore, che lo ha emozionato più di tutto: «Da anni sono non solo un appassionato, ma un frequentatore di fiere del fumetto che non vede l’ora di vedere le tavole originali e il processo creativo di un autore». Caparezza, dal canto suo, da 26 anni non esita a esprimersi, in forme espressive e artistiche diverse, e a dire la sua.
Canta «Scoppia la guerra, io me ne scappo». Perché alcuni suoi colleghi non si espongono altrettanto oggi?
«A saperlo. Spero sia per altri motivi che non la paura di perdere pubblico».
O rischiare di essere divisivi?
«Oggi va tanto questa parola, è diventato tutto divisivo. Ma anche non esporsi è divisivo. Il dibattito è costante tra le persone, se ne abbiamo paura è perché abbiamo paura del giudizio. Io da quando ho iniziato il percorso come Caparezza, quindi ormai da 26 anni, ho la grande fortuna di non avere diktat. Sono sempre stato lasciato molto libero. Non si può scrivere pensando alle aspettative degli altri, tanto meno ai fallimenti. Non si può, non si deve».








