“È un incubo vivere in un mondo che è l’esatto opposto di quello che immaginavo quando avevo 20 anni”, ha detto Caparezza, in occasione dell’uscita del suo nono disco, “Orbit Orbit”. L’artista pugliese ha parlato di una realtà dominata da “una guerra dietro casa, dal colonialismo e dal genocidio. Tutte cose che inaspriscono l’essere umano e che ci ‘abituano’ a dei soldati che mentre commettono atrocità, ridono, scherzano e fanno dei balletti”. Con “Orbit Orbit”, accompagnato dall’omonimo comic book, il rapper ha presentato una nuova opera che esalta le sue due anime: quella di musicista e quella di appassionato e sceneggiatore di fumetti. Il disco (più che mai considerabile come “concept album”) è nato da una crisi fisica e identitaria, ora superata.
A riaccendere la scintilla è stato il fumetto e, soprattutto, l’esperienza vissuta dal cantante a Lucca Comics & Games, quattro anni fa, per presentare la copertina variant dell’album “Exuvia”. Dopo un periodo di disincanto, in Caparezza è cresciuta la voglia di creare un fumetto, seguito da un disco a quest’ultimo ispirato. Il comic book, in 14 capitoli, ripercorre l’immaginario di Caparezza per poi tradurlo in musica. “14” è anche il numero delle tracce presenti nel nuovo disco. I due binari creativi si parlano ed alimentano a vicenda. L’ideale, secondo quanto consigliato da Caparezza, sarebbe leggere un capitolo del fumetto per poi ascoltare la prima traccia dell’album. E così dicendo. Tuttavia, sottolinea sempre l’artista, “è possibile fruire a proprio piacimento delle opere”. Una non esclude l’altra, anzi si sovrappongono. Sono due “fratelli con vita propria” che, però, si parlano.












