Il fumetto non è mai stato soltanto intrattenimento, ma un sismografo sensibilissimo delle nostre mutazioni culturali, un linguaggio in cui la sperimentazione visiva si fonde con l'urgenza narrativa. La ventiseiesima edizione del Comicon di Napoli lo conferma, ponendosi come crocevia vitale tra le radici dell'underground e le nuove frontiere internazionali del graphic novel. In un'epoca che rischia la standardizzazione dell'immaginario, il Palmarès 2026 sceglie di premiare l'irregolarità, il sogno e la visione d'autore. È il trionfo di un'attitudine profondamente indipendente, incarnata da una fuoriclasse come Francesca Ghermandi e da realtà editoriali di pura ricerca come Canicola, capaci di portare avanti quell'eredità esplosiva e mai addomesticata che ha segnato la storia del nostro fumetto, muovendosi nel solco tracciato da maestri imprescindibili come Andrea Pazienza. Proprio a Pazienza, non a caso, è attualmente dedicata una grande mostra al MAXXI di Roma, un evento straordinario che celebriamo anche noi in edicola, con Robinson, il nostro settimanale culturale in uscita domani domenica 3 maggio e disponibile fino a venerdì prossimo, con una copertina interamente a lui dedicata. Un segnale inequivocabile di come questa forma d'arte continui a essere, ancor prima che mercato, autentica «letteratura disegnata». Così, come dicevamo fa davvero molto piacere una riconferma della qualità in una delle manifestazioni più importanti dedicate al fumetto.