«Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spesata e spaventata. Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto». Così, sul suo profilo Instagram la schermitrice e campionessa paralimpica, Bebe Vio ricorda Alex Zanardi. La sua testimonianza è seguita da decine di messaggi di amici, conoscenti e tifosi. «A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l'enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità. A Rio 2016 sei stato il mio cicerone nel villaggio paralimpico ed poi abbiamo realizzato il sogno insieme. A Tokyo 2020 non c'eri, ma eri un faro per tutti noi. È stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita», ha aggiunto Bebe Vio.
Cordoglio anche da parte del mondo politico, con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che lo ha definito un «esempio per lo sport».
Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, invita le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana per onorare la memoria di Alex Zanardi, inimitabile campione dello sport. Nato a Bologna nel 1966, nell'automobilismo Zanardi si è laureato campione Cart nel 1997 e 1998 e campione italiano superturismo nel 2005, nonostante il brutto incidente del settembre 2001 in Germania che gli costò l'amputazione di entrambe le gambe. Nel paraciclismo ha conquistato quattro medaglie d'oro ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016 e 12 titoli ai Mondiali su strada. Poi, il 19 giugno 2020, Zanardi è rimasto vittima di un nuovo, terribile incidente lungo la statale 146 di Chianciano, a Pienza, uno scontro con un mezzo pesante mentre stava prendendo parte, in handbike, ad una delle tappe della staffetta di ''Obiettivo tricolore''.










