Il Primo Maggio in piazza, tra festa e musica, ha avuto il suo strascico di polemiche.

A Roma e a Taranto, con i palchi più importanti per la Festa dei Lavoratori, i concerti hanno travalicato i confini dello show per toccare in più occasioni quello degli slogan politici. La guerra in Palestina, le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, l'azione della Global Sumud Flotilla, sono stati i temi su cui hanno puntato molti artisti, oltre al diritto a un lavoro dignitoso, sicuro, ben retribuito.

E Delia, tra gli artisti sul palco di piazza San Giovanni, è finita nel mirino del web per aver cambiato il testo di Bella Ciao, sostituendo 'essere umano' alla parola 'partigiano'. Il concerto Uno Maggio Libero e pensante di Taranto, in particolare, si è collegato direttamente con una delle imbarcazioni della Flotilla sfuggita all'abbordaggio della marina israeliana.

Ma è stato l'accostamento della foto di Giorgia Meloni in un manifesto elettorale a quella di Benito Mussolini sulla copertina de La Domenica del Corriere a scatenare le polemiche. Autore del gesto il rettore dell'Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari, ospite a Taranto, che ha spiegato così la sua scelta: "Da Benito a Giorgia c'è un lungo filo diretto, un lungo filo nero, nerissimo. Si chiama fascismo" e definendo la visione della destra attuale "profondamente fascista nella sua ideologia".