Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

La cantante sostituisce il termine simbolo della Resistenza con “essere umano”. Pioggia di critiche online. La replica: “Scelta per parlare al presente”

Sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma, l’evento promosso ogni anno da Cgil, Cisl e Uil, la cantante siciliana Delia ha reinterpretato “Bella Ciao”, brano diventato simbolo della Resistenza italiana. Fin qui nulla di insolito, se non fosse per una modifica destinata a far discutere: nella sua versione, la parola “partigiano” è stata sostituita con “essere umano”. Una variazione apparentemente minimale, ma dal forte peso simbolico, che ha immediatamente acceso il dibattito.

Nel giro di pochi minuti, le piattaforme social si sono riempite di commenti indignati. Molti utenti hanno contestato quella che viene percepita come una riscrittura ideologica di un brano storico, legato a un preciso contesto e a una memoria collettiva ben definita. C’è chi parla apertamente di “stravolgimento inaccettabile”, chi accusa l’organizzazione di aver avallato una scelta divisiva e chi, più radicalmente, legge nell’operazione un tentativo di “depoliticizzare” un canto identitario della storia italiana. Non manca nemmeno chi difende la versione originale come patrimonio intoccabile, sostenendo che modificarne il testo significhi indebolirne il valore storico e culturale.