FELTRE - Vittorio Ferracin festeggia il 95. compleanno di una vita che abbraccia famiglia, lavoro e cappello alpino. Sono proprio le penne nere del Gruppo di Farra di Feltre, di cui è socio anziano, a celebrarlo ripercorrendo il suo lungo legame con il Corpo, mai interrotto neppure dopo il servizio militare svolto fra Padova e Feltre nel Gruppo artiglieria da montagna "Agordo".
Ferracin, classe 1931, ha indossato il cappello con la penna per la prima volta negli anni '50, periodo in cui ha svolto la leva, e lo porta ancora oggi dopo decenni di impegno al servizio dell'Ana nazionale, della Sezione Ana di Feltre.
Quella di sabato 25 aprile è stata una giornata di festa alla presenza del capogruppo Fabio Canal, dei soci e del presidente della Sezione Ana di Feltre Stefano Mariech. Settant'anni di storia alpina sono emersi dalle parole di Ferracin, che ha ripercorso la propria esperienza ricordando fatti e persone come il colonnello Ciulli e il tenente colonnello Ferrari.
Tra i vari episodi, Vittorio ama ricordare quello legato al suo cappello: «Terminato il servizio di leva nella Compagnia comando e servizi, mi sono iscritto all'Ana perché negli Alpini ho trovato gli ideali che mi appartenevano. Il cappello per me è sempre stato un orgoglio». Osservandolo: «Il colonnello Ciulli, poi divenuto generale, un giorno mi disse: "Te lo porto io un cappello". Mi regalò questo con il fregio del "Sesto" e io gli sono molto legato».






