AZZANO - È andato avanti Angelo Fier, 103 anni, ultimo reduce della Seconda Guerra mondiale. Una vita segnata dal fronte, dalla prigionia e da un’esistenza di lavoro tra Europa e Canada. Alpino e volontario, è stato per anni un punto di riferimento per la comunità. Con lui scompare un pezzo importante della memoria storica del territorio. Il funerale sarà celebrato oggi, alle 15, nella chiesa di Azzano Decimo.

Angelo Fier si è spento nella sua casa in via Santa Croce, attorniato dall’affetto dei suoi cari: la moglie Dorina, i figli Fabrizia e Deni, la sorella Jole, la nipote Miriam. Per l’ultimo saluto saranno presenti i suoi amici Alpini del Gruppo di Azzano Decimo “G. Scaramuzza” Val Sile, che ricordano così: «L’artigliere Angelo è venuto a mancare. Era il nostro iscritto più anziano, ma cosa più importante, era l’ultimo reduce della Seconda guerra mondiale della sezione di Pordenone».

Classe 1922 era nato il 5 agosto a Visinale di Pasiano, in una famiglia di contadini. Aiutava la famiglia nei campi, lavoravano a mezzadria a Tiezzo, per i tenutari Scotti. La famiglia integrava il reddito con l’allevamento di mucche e maiali, che poi rivendeva alle macellerie pordenonesi. Fier, il 2 febbraio del 1942, si presentò al distretto militare e venne inviato al Car di Osoppo, poi a Camporosso, Tolmezzo, Ivrea, Salice d’Ulzio (Scuola di sci). Poi lo spostarono ai stabilimenti Fiat Torino, poi Tolosa, Chambery, Grenoble. Qui, dopo una breve resistenza, l’8 settembre 1943 viene fatto prigioniero dei tedeschi, che lo spostano in diversi campi della Francia (Marsiglia, vicino a Perpignan, Vendome, Bordeaux). Riesce a scappare nell’estate del 1944, per 72 ore viene nascosto da una famiglia francese in un covone di fieno e poi vien affidato agli inglesi. Viene trasferito a Glasgow con il treno, qui lavora per pagare i debiti di guerra in officine tamburi, freni e camion per la Leyland. Rientra in Italia nel 1946, con una brutta bronchite, presa probabilmente sui camion scoperti nei trasferimenti tra fabbrica e baracche, per poi partire per il Belgio, dove lavora in un laminatoio a caldo. Con i primi risparmi acquista una bicicletta marca Triestina e va a trovare lo zio Silvestrini e famiglia (poi esuli a Mestre) ad Ancarano d’Istria, partendo da Tiezzo. Il giovane Angelo è pronto per altre avventure lavorative. Nel 1952 parte in nave per Halifax (Canada), qui fa il giardiniere, il lavapiatti, si occupa del servizio mensa per una centrale idroelettrica in costruzione, fino a febbraio 1955. Conosce Norina e l’8 dicembre 1955 si sposano.