«Ho passato in questo stabilimento tutta la mia vita. Quando da ragazzo gli amici nel weekend andavano al mare, io mi svegliavo all'alba per venire qui a far girare gli impianti. Sono riuscito a tirar su una famiglia grazie a questo lavoro e adesso, a 53 anni, cosa mi resta?».

Nico Raffaele lavora in Primotecs da quando di anni ne aveva appena 21. «Uno in più di quelli che ha oggi mio figlio». Allunga una mano alla sua destra per indicare Mirko, che da venerdì, quando i 158 lavoratori della Primotecs hanno avviato lo sciopero ad oltranza, lo accompagna al presidio. «Mia moglie è disoccupata da tre anni dopo il fallimento della sua azienda. Non riesce a trovare lavoro, d'altronde alla nostra età non ti chiama nessuno - scuote la testa - speravo un giorno Mirko potesse seguire le mie orme qui alla Primotecs, non avrei mai immaginato uno scenario simile».

Crisi Primotecs e cassa integrazione fino a giugno

La cassa fino a giugno Il suo volto, così come quello degli altri operai presenti alle 17 di ieri davanti ai cancelli dell'azienda, riflette la delusione e la rabbia per quello che in molti considerano un tradimento: l'inaspettata decisione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di garantire solo fino al 30 giugno la cassa integrazione per area di crisi complessa che era stata autorizzata fino al 31 dicembre.