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Ultimo aggiornamento: 13:46
di Massimiliano Di Fede
Sono nato a Taranto e la storia di quella fabbrica è indissolubilmente legata alla mia famiglia. Mio padre fu assunto nel 1971, quando il complesso siderurgico si chiamava ancora Italsider ed era a partecipazione statale. All’epoca, quel lavoro rappresentava un futuro, una promessa di benessere per un’intera generazione.
Mio padre maturò una consapevolezza dolorosa sulla pericolosità della fabbrica che, pur dando lavoro, avvelenava l’aria della città. Questa realizzazione lo spinse a prendere una decisione radicale per proteggerci: ci portò a vivere a circa 50 chilometri di distanza, a Manduria, dove potevamo aspirare a un ambiente più sano.







