FELTRE (BELLUNO) - Lo stabilimento Hydro chiude i cancelli. Per sempre. Lasciando a casa i 115 dipendenti che ad oggi lavorano al suo interno. La notizia aleggiava nell'aria da qualche mese sia in altri stabilimenti di settore della provincia di Belluno sia tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali che venerdì avevano espresso le loro preoccupazioni in occasione di uno sciopero e un presidio davanti ai cancelli dell'azienda di viale Monte Grappa legati al licenziamento in tronco di 22 dipendenti a somministrazione. In quel momento però mancava una comunicazione ufficiale dell'azienda che tutti speravano non sarebbe mai arrivata. Invece ieri la proprietà norvegese ha diffuso una nota nella quale sottolineava che lo stabilimento di Feltre, insieme ad altri 4 in Europa, non è più di interesse. E per questo verrà chiuso entro il 2026.
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Il Cda della Hydro, gruppo leader nel settore dell'alluminio a basse emissioni di carbonio e delle energie rinnovabili, ha annunciato la decisione di avviare un processo di consolidamento delle attività europee di estrusione, con la proposta di chiudere gli stabilimenti produttivi di Cheltenham (Regno Unito), Bedwas (Regno Unito), Lüdenscheid (Germania), Feltre (Italia) e Drunen (Paesi Bassi). «Nei siti interessati sarà avviato un formale processo di consultazione con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori e, qualora la decisione fosse confermata, le chiusure avranno luogo nel corso del 2026 -si legge- La decisione è frutto di un'analisi approfondita delle performance e dell'attuale contesto di mercato, con l'obiettivo di garantire la sostenibilità e rafforzare la competitività a lungo termine del business europeo dell'estrusione».






