NEW YORK - Non siamo sempre d’accordo, ma Gran Bretagna e Stati Uniti «hanno sempre trovato il modo di collaborare».

Di più: hanno forgiato un’alleanza «tra le più grandi nella storia dell’umanità», che merita «riconciliazione e rinnovamento» in omaggio all’importanza di ciò che unisce le due nazioni, la «difesa dei valori democratici».

Re Carlo III ha provato a ricucire, con una visita ricca di cerimoniale, un discorso al Congresso e un faccia a faccia al riparo con Donald Trump , il «rapporto speciale» tra Londra a Washington.

Un rapporto oggi ai minimi, logorato se non strappato dalle divisioni sulla guerra in Iran e da oltre un anno di presidenza Trump all’insegna di un’ America First aggressiva e astiosa con gli alleati, colpiti anche da offensive commerciali a colpi di dazi e accuse di essere codardi e parassiti.

Il premier britannico Keir Starmer si è ormai trasformato da leader favorito a persona non grata: «Non è Churchill», ha ripetutamente incalzato Trump.