"Oggi non gli piacerebbe il panorama politico, sapere che c'è Fratelli d'Italia al governo, ma ancora di più il fatto che la sinistra non riesca a concretizzare un programma e neppure una coalizione".

Così Silvia Scola stamani alla presentazione della mostra 'Ettore Scola.

Non ci siamo mai lasciati' (2 maggio-13 settembre) allestita a Palazzo Braschi nel decennale della scomparsa del regista (19 gennaio 2016).

Suo padre avrebbe fatto un film su queste difficoltà della sinistra italiana? "Non so se ne avrebbe avuto la forza - risponde a margine dell'incontro -. Era comunque sempre ottimista sulle generazioni future, vedeva nelle cose sempre qualcosa di buono. Credo comunque che oggi avrebbe sicuramente criticato molto la sinistra e avrebbe trovato rifugio nel movimento civile. Questo scenario non l'avrebbe certo sopportato, in fondo quando diresse 'La terrazza' era proprio per criticare certa sinistra di allora".

La mostra, promossa da Roma Capitale e curata da Silvia Scola e Alessandro Nicosia, è stata presentata, con la moderazione di Gloria Satta, dalla stessa figlia del regista, da Massimiliano Smeriglio, Ilaria Miarelli Mariani e Giulio Scarpati. In esposizione fotografie, manoscritti, oggetti, sceneggiature originali e appunti personali, articoli di giornali e riviste, vignette, bozzetti di scena. Completano poi il percorso alcuni documentari, mentre tra i cimeli spiccano le sedie da regista, la macchina per scrivere, i primi ciak e il trench indossato da Federico Fellini in 'C'eravamo tanto amati'.