Una sincera coscienza civile, la rara capacità di portare sullo schermo, con spirito polemico e ironia, le grandi trasformazioni sociali, politiche e di costume del nostro Paese, diventando una figura di assoluto primo piano nel cinema italiano della seconda metà del Novecento: a poco più di 50 anni dall’uscita di “C’eravamo tanto amati”, il Circolo ‘Georges Sadoul’ di Ischia celebra il regista e sceneggiatore Ettore Scola. A lui è infatti dedicata la trentesima edizione della Scuola di Alta Formazione di Storia e Critica cinematografica intitolata a Luchino Visconti, il maestro del neorealismo visceralmente legato all’isola.

Organizzata con il Comune di Lacco Ameno e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, l’edizione propone, a partire da mercoledì 30 luglio, tre serate speciali nel complesso di Villa Arbusto (ingresso libero), con la curatela di Paolo Speranza (Associazione per le Ricerche di Storia del Cinema), critico cinematografico e direttore della rivista “CinemaSud”. Il titolo della rassegna è “Ettore Scola. Lo avevamo tanto amato”. E in effetti Scola è stato amato ovunque, complici capolavori come quali “Dramma della gelosia”, “Brutti sporchi e cattivi”, “Una giornata particolare”, “La terrazza”, “La famiglia” e “Il viaggio di Capitan Fracassa”, per tacere dei film di cui ha scritto la sceneggiatura, su tutti “Il sorpasso” di Dino Risi e “Io la conoscevo bene” di Antonio Pietrangeli.