L'Italia ha il debito più alto d'Europa.

E un paese indebitato "non è totalmente libero, dipende da questo vincolo che non si può ignorare". Nel giorno in cui il Documento di finanza pubblica incassa il disco verde del Parlamento, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti difende con la carta del realismo le scelte di "serietà e prudenza" con cui il governo ha rivisto le stime di crescita. E garantisce anche sulla "condivisione" nel centrodestra, dopo che la risoluzione di maggioranza viene corretta in extremis per inserire la richiesta - rivendicata dalla Lega - di avviare il percorso che può portare alla sospensione del Patto di stabilità.

La giornata del Dfp in Parlamento inizia di buon mattino, con il testo della risoluzione dato per chiuso già dalla sera precedente: si impegna il governo a sfruttare la "flessibilità" del quadro della governance europea e a spingere per una tassa europea sugli extraprofitti. Nessun riferimento esplicito, dunque, a ipotesi di scostamento. Su quello "decide il Parlamento", ribadisce Giorgetti. Per il resto si richiamano gli strumenti previsti dalla governance europea, puntualizza, compresi gli articoli 25 e 26, cioè le clausole di deroga generale e nazionale del Patto.