«Regole Ue su deficit asimmetriche, generato avanzo»Il conseguimento dell’obiettivo del 3% di deficit/Pil «avrebbe consentito di aprire un confronto europeo al fine di evidenziare l’asimmetria delle regole della nuova governance economica in merito all’uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo. Per inciso - ha continuato Giorgetti - il Governo non ha mai indicato obiettivi del deficit inferiori al 3% tali da prefigurare autonomamente e meccanicamente l’uscita dalla procedura.Il Documento mostra un consistente miglioramento del surplus primario, che nel 2025 si è attestato allo 0,8% del Pil (+0,3 punti percentuali rispetto al 2024). Questo dato segnala che, al netto della spesa per interessi, lo Stato è tornato a generare un avanzo, elemento essenziale per la sostenibilità di medio termine del debito. Contestualmente, la spesa per interessi si è mantenuta stabile».«Serve realismo, linea è credibilità e proteggere famiglie-imprese»Il quadro attuale, ha sottolineato il responsabile del Mef, «richiede realismo: non siamo di fronte a dinamiche determinate dalle scelte dei singoli governi europei, ma a shock esterni che investono in misura trasversale tutte le economie avanzate. Per un Paese come l’Italia, fortemente integrato negli scambi internazionali e dipendente dalla stabilità energetica, ciò impone una linea chiara: rafforzare la tenuta del sistema produttivo, consolidare la credibilità della finanza pubblica e mantenere la capacità di proteggere famiglie e imprese dagli effetti più destabilizzanti di shock che hanno origine al di fuori dei nostri confini».«Non rinunceremo ad avanzo primario, stabilità è precondizione»«Ogni decisione che sarà assunta, in coerenza con l’obiettivo di garantire la sostenibilità del debito nel medio-lungo periodo, non potrà comportare una rinuncia all’avanzo primario che abbiamo faticosamente ricostituito e che rappresenta un segnale importante dell’azione che ha contraddistinto il Governo nella salvaguardia dei conti pubblici», ha ricordato Giorgetti. «In un momento di instabilità finanziaria, abbiamo protetto tre cose: l’ordine dei conti, prima garanzia di un Paese; il risparmio degli italiani, il nostro capitale più prezioso; le prossime generazioni, evitando di far incidere su di loro le scelte di oggi. La stabilità finanziaria e la precondizione per la crescita in Italia e in Europa. L’Italia è su questa linea. E intende restarci», ha aggiunto.Ue: azione sia tempestiva, servono strumenti più adeguati«In questa fase, dove la tempestività dell’azione non può prescindere dalla prudenza, appare opportuno che il dialogo con gli atri Paesi e con le istituzioni europee porti al raggiungimento di un ampio consenso nel valutare il ricorso a strumenti più adeguati a fronteggiare gli effetti della guerra in Medio Oriente. Abbiamo formulato, e intendiamo continuare a farlo, proposte pragmatiche che tengano conto delle caratteristiche e degli interessi dei diversi Stati membri e che dovrebbero portare anche le istituzioni europee a valutare un ampliamento degli stessi strumenti da essi predisposti, anche in continuità con le comunicazioni del Consiglio del 19 marzo 2025 in materia di iniziative coordinate di attivazione delle clausole nazionali e spese per la difesa».Per quanto riguarda l’esito degli approfondimenti effettuati sul Superbonus, Giorgetti ha spiegato che «è stato parzialmente incorporato nelle stime diffuse dall’Istat con la comunicazione del 3 aprile. Il proseguimento delle attività di controllo, che beneficerà anche della recente costituzione di uno specifico gruppo di lavoro interistituzionale, consentirà di disporre di un quadro informativo ancora più completo e aggiornato, che auspico potrà essere considerato nell’aggiornamento delle stime di settembre, al pari di altre poste per cui sono in corso approfondimenti con Istat». Giorgetti ha sottolineato che «il valore stimato del 3,1% (rectius 3,07) indicato nel Dfp non può, comunque, mettere in discussione il risultato dell’attento lavoro di monitoraggio e controllo della spesa, che ha portato a un sostanziale allineamento dei dati preliminari di consuntivo con le previsioni, al netto degli effetti riconducibili al Superbonus».
Giorgetti: «Controlli su Superbonus, auspico aggiornamento stime a settembre. Non escludiamo l’attivazione della clausola nazionale»
Il ministro dell’Economia ha segnalato che «la progressiva riduzione del deficit avviata dal 2022 è stata realizzata in un contesto macro-economico particolarmente complesso» «Serve realismo - ha sottolineato -, linea è credibilità e proteggere famiglie-imprese». «Controlli su Superbonus, auspico aggiornamento stime a settembre»








