La decisione del Parlamento europeo di confermare al 45% la soglia per l'attivazione automatica della clausola di salvaguardia sulle importazioni di riso "preoccupa fortemente" Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte.
Il meccanismo automatico "rappresenta un passo avanti, perché riconosce la necessità di proteggere il comparto europeo, ma la soglia fissata - sottolinea Confcooperative - rischia di essere troppo elevata per intervenire in tempo".
Il rischio è che "le misure di tutela scattino solo quando l'aumento delle importazioni avrà già prodotto effetti pesanti sui prezzi, sulle aziende agricole e sulle risiere".
Il Piemonte è il primo produttore di riso in Italia, con circa il 50% della produzione nazionale, e rappresenta uno dei cuori della risicoltura europea. La crisi del comparto avrebbe quindi ampie conseguenze.
"Avevamo già il sentore che in Europa prevalesse una logica legata soprattutto al prezzo - sottolinea Silvano Saviolo, rappresentante del settore riso di Confcooperative Piemonte e risicoltore - e oggi molti produttori stanno già lavorando sotto costo. Produrre riso può costare tra 48 e 50 euro al quintale, ma se il mercato porta il prezzo attorno ai 35 euro non c'è equilibrio economico possibile. Possiamo resistere per un periodo limitato ma non sappiamo quante aziende riusciranno a restare sul mercato se questa situazione dovesse proseguire".











