L’Ente risi parla addirittura di “clausola fantasma”. In base all’accordo tra istituzioni Ue (Consiglio, Parlamento e Commissione, il cosiddetto trilogo), le tutele sulle importazioni eccessive di riso a dazio agevolato scatterebbero solo oltre quota 562mila tonnellate, rispetto a una richiesta dei produttori di 200mila.

«Un passo avanti», secondo Confagricoltura, ma con «una soglia ancora troppo elevata e potenzialmente difficile da attivare, lasciando la vigilanza sul mercato al meccanismo di sorveglianza speciale che impegna la Commissione a monitorare e intervenire in caso di rischio di danno per il mercato agricolo europeo». Più duro il giudizio della Cia secondo cui «l’accordo metterebbe in ginocchio il riso italiano» e soprattutto della Coldiretti: per l’organizzazione con l’aumento dei volumi ammessi «von der Leyen svende il riso europeo e giustifica il lavoro minorile».

Un «epilogo amaro» insomma, quello del trilogo tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione sulla clausola di salvaguardia che, scrive l’Ente risi, «è un sonoro schiaffo in faccia ai produttori europei, in particolare quelli italiani, cuore della risicoltura comunitaria», con una «clausola fantasma, un paravento istituzionale che espone il nostro settore ad una concorrenza sleale ed insostenibile, confermando che la Commissione e il Consiglio privilegiano cinicamente i Paesi in via di sviluppo (Cambogia e Myanmar) a discapito della produzione interna, fiore all’occhiello del Made in Italy, dell’Europa e dell’agricoltura di qualità».