Roma, 2 dic. (askanews) – “Un sonoro schiaffo in faccia ai produttori europei, in particolare quelli italiani, cuore della risicoltura comunitaria”. Così l’Ente Nazionale Risi commenta il risultato del trilogo di lunedì primo dicembre tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione Ue sulla clausola di salvaguardia per il settore risicolo. Una “clausola-fantasma – si legge in una nota – un paravento istituzionale che espone il nostro settore ad una concorrenza sleale ed insostenibile, confermando che la Commissione e il Consiglio privilegiano cinicamente i Paesi in via di Sviluppo (Cambogia e Myanmar) a discapito della produzione interna, fiore all’occhiello del Made in Italy, dell’Europa e dell’agricoltura di qualità”.

Il settore risicolo, che in Italia concentra oltre il 50% della produzione Ue, attendeva da mesi questo negoziato cruciale sul Regolamento SPG (Sistema di Preferenze Generalizzate), con l’obiettivo di ottenere “una clausola di salvaguardia automatica che scattasse realmente al superamento di volumi di importazione insostenibili, sospendendo i dazi zero concessi a Paesi Terzi. Nonostante l’evidente distorsione di mercato causata dall’invasione di riso asiatico, il trilogo si è concluso con un accordo che è una vera e propria beffa” dice l’Ente Risi.