Se per la nuova S5 Audi ha utilizzato l’etichetta “equilibrio sportivo”, per la nuova RS 5 la terminologia adatta è “granturismo da pista”. Effettivamente rispetto alla S5 l’upgrade è evidente, a partire dalle prestazioni.
I numeri parlano chiaro: la combo termico + elettrico si dimostra vincente, e la risposta della nuova RS 5 su strada e in pista non delude. Cuore del gruppo propulsore ibrido è un V6 2.9 TFSI con due turbo VGT, un sistema ad iniezione diretta, un intercooler aria-acqua e il ciclo Miller. A questo si abbina un motore elettrico PSM dotato di architettura a rotore esterno, elevata densità di potenza e integrazione nel cambio tiptronic.
Grande efficienza
Prestazioni migliorate, abbiamo detto: in effetti, Audi parla di un’efficienza del V6 aumentata del 20% rispetto alla RS 4. Le specifiche vanno in questa direzione: il V6 eroga 510 CV di potenza, quindi 60 CV in più rispetto al modello precedente, e una coppia di 600 Nm da 2.000 a 5.000 giri, con la capacità di sprigionare la massima potenza fino a 6.800 giri, quindi 100 giri in più rispetto a prima. Invece, il nuovo motore elettrico da 177 CV e 460 Nm è alimentato da una batteria ad alta tensione: la sua capacità nominale è di 25,9 kWh, per un’autonomia a zero emissioni di 84 chilometri. L’accumulatore vanta una gestione termica adattiva e la possibilità di ricaricarsi sino a 11 kW in AC, con tempi di due ore e mezza per un pieno di energia.









